Taxi, forcing per tornare al riordino del 2019 - Il Sole 24 Ore del 16/02/2022



Assosoftware: stop alle piattaforme digitali in house senza concorrenza

 

I taxi dominano la nuova tornata di audizioni in commissione Industria al Senato sul disegno di legge per la concorrenza. Torna anche il tema dell'idroelettrico e spuntano richieste dal mondo dei produttori di software.

 

Sono sfilate, in videoconferenza, ben 11 sigle sindacali, che hanno ribadito le tesi di Confartigianato e Alleanza coop chiedendo lo stralcio dell’articolo 8 che prevede una delega al governo per il riordino del trasporto pubblico non di linea, inclusa l’assegnazione delle licenze. I sindacati dei tassisti propongono la contestuale ripresa dell’iter per l’approvazione di quanto già previsto dalla legge 12/2019 ma rimasto inattuato: un Dpcm di disciplina delle piattaforme di intermediazione tecnologica; un decreto ministeriale per istituire il Registro elettronico nazionale dei taxi e del noleggio con conducente; un decreto ministeriale istitutivo del foglio di servizio elettronico per le vetture di noleggio da rimessa.

Per quanto riguarda l’articolo 5 che conferma e regola il regime di gara per le concessioni idroelettriche, alle critiche già espresse nei giorni scorsi da Enel e A2A si aggiunge Edison che allo stesso modo sottolinea le asimmetrie esistenti su base regionale e la mancata reciprocità in assenza di gare in altri Stati membri della Ue. Elettricità futura, associazione delle imprese elettriche, ricorda che si è deciso di procedere mediante gare nonostante a settembre 2021 Bruxelles abbia archiviato le procedure di infrazione sulla concorrenza nei confronti dell’Italia e altri Paesi (Austria, Polonia, Svezia, Germania e Regno Unito). Due le proposte: emanare una disciplina nazionale unica ed «estendere fin da subito la durata o prevedere la riassegnazione delle concessioni per consentire agli operatori di investire oltre 10 miliardi di euro finalizzati a rinnovare le centrali idroelettriche».

È invece stata inviata alla commissione una memoria scritta di Assosoftware, che propone un emendamento in base al quale «gli enti di diritto pubblico e quelli di diritto privato soggetti a vigilanza pubblica non possono intraprendere iniziative economiche che esulano dall’oggetto sociale primario dell’ente senza una preventiva indagine di mercato ad evidenza pubblica». Lo scopo - si spiega - è evitare che associazioni di categoria, ordini professionali, casse di previdenza e società pubbliche controllate in-house continuino «a usare proprie risorse, ad altro destinate, per realizzare piattaforme digitali esclusive in chiara violazione della concorrenza». Assosoftware cita espressamente il caso della piattaforma del notariato per la costituzione online di startup Srl e Srls.