Pagamenti, si apre uno spiraglio - Il Sole 24 Ore 26/07/2017

Dichiarazione del Direttore Generale, Roberto Bellini

 
Dichiarazioni. Atteso nelle prossime ore l’intervento sulle scadenze per l’invio del 770 e del modello Redditi

Oggi vertice Mef-professionisti: sul tavolo l’unificazione della proroga
 
 
Un incontro non ancora formalizzato che dovrebbe svolgersi oggi per provare a trovare un punto di incontro tra professionisti e ministero dell’Economia. I primi sono intenzionati a chiedere l’unificazione della proroga per tutte le imposte e i contributi; il secondo valuterà la possibilità di accontentare la controparte. L’unificazione del rinvio per professionisti e titolari di reddito d’impresa è caldeggiata dai consulenti del lavoro, mentre i commercialisti stanno ancora valutando. Davide Di Russo, vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ritiene indispensabile «l’armonizzazione dei versamenti, spostando al 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%, il pagamento di Irap, contributi, tassa sulle Cdc. Siamo d’accordo sulla proroga del modello Redditi e del 770 al 31 ottobre. Chiediamo invece più tempo per lo spesometro. Non basta un rinvio al 30 settembre».
I consulenti, invece, puntano all’istituzione di «un tavolo tecnico che si insedi a settembre e trovi un giusto equilibrio tra le esigenze dell’amministrazione finanziaria e quelle di imprenditori e professionisti, così da evitare questo balletto che si ripete annualmente», oltre all’inclusione dei professionisti nella proroga, che si spera venga ulteriormente ampliata.
La proroga “ristretta” dei versamenti delle imposte sui redditi rischia di generare problemi anche per le software house, che dovranno predisporre test accurati in tempi brevissimi prima di poter rilasciare gli aggiornamenti. «Il problema è duplice - spiega Roberto Bellini, direttore generale di Assosoftware - perché da un lato c’è il ritardo nell’ufficializzazione della proroga, dall’altro c’è il caos che una proroga “parziale” genererebbe». Escludere Irap e Iva dalla proroga imporrebbe, secondo Bellini, l’aggiornamento dei software con meccanismi di calcolo complessi che richiedono test molto accurati per evitare gli errori. «L’informatica permette di fare tutto, ma c’è bisogno di tempo per mettere a punto un aggiornamento del software che preveda piani di rateazione differenziati a seconda dell’imposta». L’auspicio è che la proroga venga ampliata, includendo anche Iva, Irap e altri tributi e contributi (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
L’aggiornamento dei programmi di assistenza fiscale prevede vari step: ci sono le modifiche al software, poi l’elaborazione delle istruzioni per gli operatori e infine la distribuzione, che in genere avviene via web, «ma ci sono anche casi in cui la distribuzione è affidata a un distributore che si reca materialmente negli studi, e questo passaggio richiede tempo», spiega Bellini. Quello delle softwarehouse è solo il primo livello di difficoltà: una volta superato, come nei videogame, ci si troverebbe davanti al secondo grado del problema, che investe i professionisti. «Questi ultimi - sottolinea Bellini - dovranno stare molto attenti perché si moltiplicheranno i controlli da fare, che non vanno sottovalutati perché chi sbaglia rischia sanzioni».
Ma a preoccupare i professionisti è anche la scadenza per la presentazione del modello 770, attualmente prevista per il 31 luglio. «Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri attende solo la firma del ministro e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale», fanno sapere dal ministero dell’Economia da dove già oggi dovrebbe partire il comunicato che ufficializza la proroga del 770 e anche quella della voluntary disclosure, con due Dpcm (si veda l’articolo in pagina 2). Ieri, intanto, la presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, ha ribadito che «risulta estremamente incomprensibile questa modalità di gestione dei rapporti con gli intermediari fiscali. Si vive e si lavora con una latente incertezza che va nella direzione opposta della compliance».