Commercialisti poco propensi al cambiamento - Eutekne.info 18/04/2017

Lettera del Presidente Bonfiglio Mariotti

 


Caro Direttore,


il prossimo 9 maggio presso la sala convegni del Senato (abbiamo invitato anche il Presidente Miani), Assosoftware presenta una ricerca molto dettagliata sulle trasmissioni telematiche dei contribuenti verso lo stato e in particolare verso l’Agenzia delle Entrate con un confronto fra il nostro paese e le principali nazioni occidentali.


Il risparmio per lo Stato negli ultimi dieci anni è imponente e il ruolo dei commercialisti di primissimo piano, quasi da primatisti.
È stato assegnato loro un ruolo importantissimo, di intermediazione fra le imprese e i cittadini con le Agenzie fiscali. Così, di default, ma senza alcun riconoscimento in termini economici.
La pacata lettera del dott. Roberto Peruffo dell’Ordine di Vicenza (si veda “ Per le liquidazioni IVA sarebbe più utile una laurea in ingegneria elettronica”) introduce però un dettaglio non da poco: la poca propensione al cambiamento di quasi tutta la categoria professionale.
A mio parere la gestione dei flussi telematici dovrebbe essere una materia obbligatoria per la formazione continua dei commercialisti che quasi sempre delegano alla propria software house ogni aspetto tecnologico, e questo è inevitabile, ma anche ogni dettaglio sugli aspetti normativi e procedurali e questo un po’ meno.
Che ci voglia “una laurea in ingegneria per le liquidazioni IVA” non è vero, anzi i software semplificano enormemente il lavoro dei professionisti, che invece ci si debba capire qualcosa in proprio sembra essere assolutamente necessario.
Un “accordo collaborativo” fra le imprese informatiche e l’Agenzia sarebbe auspicabile, magari costituendo un tavolo permanente insieme ai Commercialisti, invece anche noi dobbiamo rincorrere la produzione normativa investendo milioni ogni anno.
E da qualche parte quei soldi devono rientrare. O ce li mettono i commercialisti e li chiedono ai propri clienti o ce li mette lo Stato cui la categoria degli intermediari dovrebbe rivolgersi.
Vero è, invece, che le soluzioni che le software house propongono anche per le nuove trasmissioni trimestrali dei dati e della liquidazione IVA sono diverse ognuna dalle altre. Alcuni hanno scelto di integrarsi con il sistema di interscambio di Sogei, lo SDI, altri di offrire i tradizionali canali dell’Agenzia delle Entrate, alcuni con prezzi come quelli indicati dal professionista di Vicenza e altri a meno di un terzo.
Purtroppo il commercialista non ha voglia di fare un minimo di confronto competitivo, non tanto in termini economici, ma almeno in termini qualitativi e di scelte strategiche; valutare ogni tanto cosa offre il mercato fa bene a tutti, ai nostri clienti, come alle nostre aziende.

Bonfiglio Mariotti
Presidente Assosoftware