Compensazioni, gli effetti dei controlli preventivi sui crediti a rischio - Quotidiano del Fisco del 25/09/2018

di Fabio Giordano, comitato tecnico AssoSoftware

 

Il provvedimento 195385/2018 delle Entrate ha dato attuazione alla norma, contenuta nella legge di Bilancio 2018 (articolo 1, comma 990, della legge 205/2017, che ha introdotto il comma 49-ter all’articolo 37 del Dl 223/2006), che permette all’amministrazione finanziaria di sospendere l’esecuzione le deleghe di pagamento contenenti compensazioni con importi a credito.

Quindi, a partire dal 29 ottobre 2018 l’agenzia delle Entrate potrà sospendere, fino a un massimo di trenta giorni, l’esecuzione delle deleghe di pagamento (modello F24), contenenti compensazioni tra debiti e crediti, che presentano profili di rischio, al fine del controllo dell’utilizzo del credito.

Nel caso in cui una delega F24 contenente compensazioni dovesse venire sospesa:
•qualora dall’esito del controllo il credito risulterà correttamente utilizzato, ovvero comunque decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della delega di pagamento, la delega verrà eseguita e le compensazioni e i versamenti in essa contenuti saranno considerati effettuati alla data originaria;
•qualora invece dall’esito del controllo il credito risulterà non correttamente utilizzato, la delega di pagamento non verrà eseguita e i versamenti e le compensazioni si considereranno non effettuati.

In quest’ultima ipotesi la struttura di gestione dei versamenti unificati, non effettuerà la contabilizzazione dei versamenti e delle compensazioni indicate nella delega di pagamento e non effettuerà le relative regolazioni contabili.

Tutto ciò premesso, con questo nostro approfondimento ci occupiamo di due problematiche che -ancorché (apparentemente) di natura esclusivamente tecnica - meritano invece, a nostro avviso, la dovuta attenzione anche da parte degli operatori:
•la prima riguarda la modalità di composizione delle deleghe;
•la seconda riguarda la modalità di formazione dei flussi telematici.

La composizione delle deleghe
Proviamo a fare un esempio davvero semplice, in cui si abbia un debito di ritenuta d’acconto di lavoro autonomo di 1.800 euro (codice tributo 1040) che si desidera compensare con un credito da dichiarazione annuale Iva di 1.000 euro (codice tributo 6099).
Da sempre le possibili modalità di “composizione” delle deleghe di versamento sono le seguenti due:
•si compila un solo modello F24, indicando sia il debito di 1.800 euro sia il credito di 1.000 euro, per cui l’importo che risulta a saldo è di 800 euro;
•si compilano due modelli F24, indicando nel primo la quota di debito di 1.000 euro interamente compensata dal credito di 1.000 euro, per cui l’importo che risulta a saldo a zero, e nel secondo la quota residua debito di 800 corrispondente anche al saldo.

Questa seconda modalità di compilazione della delega è stata da sempre preferita dagli operatori in quei casi in cui poteva sussistere il rischio di una non sufficiente disponibilità di liquidità sul conto corrente. Ciò in quanto ha il vantaggio che il primo modello F24 viene sempre processato dall’agenzia delle Entrate indipendentemente dalla liquidità presente nel conto corrente (infatti in questo caso gli estremi di versamento non devono essere neppure indicati), mentre il secondo modello F24 - qualora non venga processato per indisponibilità di fondi - risulta di importo inferiore (nell’esempio 800 euro). Quindi i costi legati al ravvedimento operoso risulteranno più bassi, in quanto calcolati su 800 euro anziché su 1.800 euro.

Tale logica compilativa, applicata alla nuova norma che prevede la sospensione dell’esecuzione delle deleghe di pagamento contenenti compensazioni con importi a credito, avrebbe l’opposto vantaggio che il costo di un eventuale ravvedimento legato al disconoscimento del corretto utilizzo del credito in fase di compensazione andrebbe a riguardare la sola delega a zero.

Ritornando al nostro esempio, la seconda delega di 800 risulterebbe correttamente eseguita già da subito (in quanto realmente ed effettivamente pagata), mentre risulterebbe nuovamente da eseguire il versamento della ritenuta di 1.000 euro, cui si andrebbero ad aggiungere i costi del ravvedimento. Compilando due diverse deleghe si realizzerebbe, quindi, un risparmio sui costi di ravvedimento, da effettuarsi sul solo importo di 1.000 euro rispetto alla compilazione di una sola delega di importo a saldo pari a 1.800 euro, che in tal caso dovrebbe essere sanata per intero.

La formazione dei flussi telematici
Il secondo punto di attenzione riguarda, invece, la composizione del flusso telematico, in particolare quello per Entratel. Le specifiche tecniche prevedono, infatti, due possibili modalità di “formazione” dei flussi telematici:
•la modalità «puntuale», che prevede che ciascun F24 sia rappresentato in modo autonomo all’interno del flusso, esattamente come avviene per la riproduzione sul modello cartaceo;
•la modalità «aggregata», che prevede che tutti gli F24 facenti capo al medesimo contribuente, aventi la medesima data di scadenza, siano aggregati in un unico modello virtuale all’interno del flusso (tale modalità non è riproducibile con la modulistica cartacea).
Se la prima modalità è, probabilmente, quella più utilizzata dai software gestionali in quanto ha il vantaggio di ricalcare fedelmente la modulistica cartacea, la seconda è invece utilizzata quando invece prevale l’esigenza di semplificare la gestione delle ricevute, in quanto generare e trasmettere un unico modello virtuale significa avere come contropartita la produzione di una sola e unica ricevuta di trasmissione e non di una ricevuta per ciascun F24.

La conseguenza è che la modalità «aggregata» di formazione dei flussi telematici, qualora adottata, comporta necessariamente che l’agenzia delle Entrate riceva sempre e comunque un unico modello F24, per cui nel caso in cui avvenga la sospensione dell’esecuzione delle deleghe di pagamento contenenti compensazioni con importi a credito e successivamente il disconoscimento del corretto utilizzo del credito in fase di compensazione, questo riguarderebbe l’intero importo e non solo l’importo riguardante la sola delega a zero, ancorché il software a livello cartaceo abbia prodotto due Pdf.

Si tratta di una differenza operativa forse non sempre rilevante, ma che riteniamo utile indicare agli operatori. Le software house sono comunque sempre a disposizione dei propri clienti per fornire le necessarie informazioni operative sull’utilizzo delle proprie procedure.

 

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