Fattura elettronica B2B, uno standard per ridurre i margini di errore - Quotidiano del Fisco del 16/05/2017

di Roberto Bellini, direttore generale AssoSoftware

 

Soluzioni operative, prospettive di collaborazione attiva e continuativa tra pubblico e privati, nuove aperture sul fronte degli incentivi: questo il bilancio del confronto pubblico sulla fatturazione elettronica B2B che si è svolto a Roma il 9 maggio scorso nella Sala degli atti parlamentari della Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini»

Un’occasione che ha permesso di fare il punto sullo stato della digitalizzazione dei processi amministrativi, alla luce dei dati, presentati da Roberto Bellini, direttore generale di AssoSoftware, che sanciscono il primato dell’Italia, a livello mondiale, nella trasmissione telematica delle dichiarazioni, un sicuro successo della fatturazione elettronica verso la Pa e viceversa l’avvio ancora titubante di quella B2B (guarda i dati ). Un impulso allo sviluppo della fatturazione elettronica viene proprio da AssoSoftware che ha presentato lo standard di interoperabilità che permette lo scambio dei documenti contabili tra i diversi software gestionali utilizzati da imprese e intermediari. Lo standard consente di interpretare correttamente il contenuto del corpo fattura per l’acquisizione della fattura d’acquisto con effetto su riconciliazione con ordine e Ddt, controllo carico del magazzino, controllo delle scadenze di pagamento e contabilizzazione ai fini generali e Iva. Spariscono così gli interventi manuali e si risparmia tempo, i controlli diventano automatici, la correttezza del dato garantita e gli errori tendono a zero (vai alla presentazione ).

È stata anche la sede per avviare, con gli interventi di Grosso e Cunsolo, una riflessione sul ruolo che gli intermediari, e in primis proprio i commercialisti, possono svolgere per accompagnare le imprese e i professionisti nel percorso di adozione del digitale, anche alla luce dello standard presentato da AssoSoftware.

Luigi Casero, viceministro dell’Economia, ha ribadito che, stante il vincolo dell’Europa, per ora non può essere introdotto l’obbligo della fatturazione elettronica tra imprese. In attesa di verificare la possibilità di un diverso indirizzo europeo, anche a fronte delle richieste del Governo Italiano, occorre insistere nell’incentivare l’adozione volontaria dell’e-fattura perché conviene a tutti: imprese e Pa trarranno vantaggi in termini di efficienza e competitività dalla digitalizzazione in sinergia con intermediari e produttori di software. Il passaggio alla fattura elettronica, inoltre porterà a una semplificazione della modulistica e degli adempimenti.

Da parte sua, Rossella Orlandi, direttore generale dell’agenzia delle Entrate, pur premettendo che l’introduzione di un eventuale obbligo per la fatturazione elettronica B2B è una decisione che deve essere presa a livello politico, ha affermato che, in ogni caso, si tratta ormai di un processo irreversibile. Il mondo sta andando in quella direzione, la telematica e la digitalizzazione sono un fattore imprescindibile nella vita di tutti e lo sono anche per la Pa, per semplificare la vita dei contribuenti e la normativa.

Bonfiglio Mariotti, presidente AssoSoftware e BlueNext, ha auspicato che da parte pubblica siano promulgate leggi e regole chiare e siano effettuati i controlli, e che sia lasciato al mercato, ai privati, il compito di realizzare le soluzioni. Proprio in questa prospettiva si pone lo Standard di interoperabilità che testimonia lo spirito di collaborazione della community delle imprese produttrici di software, capace di definire e mettere a disposizione di tutte le parti coinvolte nel processo di digitalizzazione un contributo significativo e originale. Allo Standard hanno già aderito le principali software house del settore, sottoscrivendo uno specifico protocollo di intesa, e sono già 300mila le imprese che possono beneficiare dell’interoperabilità dei loro software gestionali.

Anche Cristiano Zanetti, general managerdi Teamsystem, ha sottolineato l’importanza dello standard AssoSoftware, che garantisce l’acquisizione automatica delle fatture elettroniche da parte dei diversi software gestionali, definendolo uno strumento che genera vantaggi alle imprese e quindi un acceleratore che abilita la digitalizzazione dei processi di imprese e intermediari. Una risorsa a disposizione del Sistema Paese e che testimonia la capacità del mercato di anticipare le esigenze e fornire soluzioni operative.

Pierfrancesco Angeleri, managing director Tax&Accounting di Wolters Kluwer Italia, si è augurato che si vada verso l’obbligo della fattura elettronica perché dove questo è stato introdotto (ad esempio in Brasile) è stato un successo in tempi rapidi. Nell’attesa servono incentivi mirati e a questo proposito si auspica che Industria 4.0 includa anche i software gestionali tra gli investimenti agevolabili.

Enrica Eandi, presidente e ceo di Sistemi, ha sottolineato che le software house sono da sempre alle prese con la complessità normativa e le scadenze per fornire tempestivamente soluzioni al mercato. Ben venga la digitalizzazione se serve a semplificare la normativa.
Infine per Mario Pedrazzini, direttore divisione commercialisti Zucchetti, la diffusione capillare della tecnologia e della rete apre nuovi scenari e un nuovo ecosistema che vede insieme banche, imprese, PA e intermediari. In questo contesto ha ribadito che i commercialisti possono avere un decisivo compito sia sul piano culturale, sollecitando e accompagnando le “scelte digitali” dei propri clienti, sia su quello operativo, attivandosi come hub nel colloquio tra contribuenti e amministrazione finanziaria.

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