N° 3/2017

NLnovembre2017

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In questo numero

- Il caso spesometro rilancia il ruolo della cooperazione

- Bilancio positivo per il forum di AssoSoftware

- Il registro delle Imprese esempio di catalogo digitale in UE

- Giustizia più snella grazie ai processi digitali

- Nel mondo degli adempimenti del lavoro più cooperazione digitale

 

Il caso spesometro rilancia il ruolo della cooperazione
di Bonfiglio Mariotti*

Il recente blocco del portale fatture e corrispettivi (Spesometro 2.0), a causa di un bug nel software dell’Agenzia delle Entrate, ripropone con forza il tema della collaborazione preventiva tra pubblico e privato come strada maestra per evitare questo genere di incidenti di percorso. Analizzando più nel dettaglio quanto è accaduto, emerge, innanzitutto, che i sistemi gestionali dei partner tecnologici integrati con lo SDI (Sistema di interscambio) hanno continuato a funzionare correttamente e che il blocco ha riguardato unicamente il Portale dell’Agenzia cui accedono relativamente pochi contribuenti e intermediari. Possiamo quindi affermare che dove c’è stata collaborazione e sperimentazione con le Software house come per l’integrazione dello SDI, le cose hanno funzionato; nel caso del portale web, che l’Agenzia ha realizzato in autonomia, sono invece emersi

problemi e difficoltà. Vale la pena sottolineare che quando, anche in un recente passato, gli Enti pubblici preposti allo sviluppo delle procedure informatiche si sono confrontati con le software house, rappresentate da AssoSoftware, l’esito è stato il pieno raggiungimento di alcune tappe epocali nel percorso di digitalizzazione

del rapporto tra cittadini e stato. L’introduzione dell’obbligo dell’invio telematico delle Dichiarazioni Fiscali

- Vedi box sotto – e l’Uniemens Inps chiariscono in modo esemplare quale deve essere la modalità virtuosa di questa relazione. Nel caso della mensilizzazione delle denunce contributive, grazie all’intuizione di poche illuminate persone che hanno favorito l’accordo con le software house, nel giro di pochi mesi tutte le buste paga di decine di milioni di italiani sono state digitalizzate e inviate all’Istituto riducendo a solo poche settimane il tempo per i calcoli pensionistici che prima richiedevano alcuni anni. Da allora il percorso della digitalizzazione è proseguito con altri successi (vedi la delega F24 telematica), pur tra mille difficoltà e ostacoli introdotti da una normativa sempre più complessa e da un modo di legiferare troppo spesso legato agli interessi del Governo di turno piuttosto che a quello dei cittadini Italiani. Non è quindi un caso che queste grandi innovazioni nel rapporto Stato/Contribuenti siano state effettuate proprio in virtù di precisi e saldi accordi con i produttori di software. Solo il dialogo serrato con chi deve implementare gli strumenti applicativi permette di risolvere le complessità di un adempimento e di prevedere, già in sede di analisi, le eventuali difficoltà e le soluzioni da adottare per superarle.

Non dimentichiamoci che i produttori di software sono da sempre, per le imprese e gli intermediari, non solo fornitori di tecnologia ma anche veri consulenti aziendali che entrano nel merito dei processi quotidiani dando consigli e acquisendo informazioni preziose per lo sviluppo del software. Queste esperienze positive rischiano di restare degli esempi isolati e rimpianti, se non si definisce, tra le parti in causa, pubbliche e private, un metodo condiviso, un protocollo di relazione stabile, che dia concretezza alla volontà di collaborazione tante volte annunciata dallo stato e permetta di essere indipendenti dalla solerzia di alcuni, dagli avvicendamenti dei responsabili e dei funzionari pubblici o dai cambi di direzione politica. È quindi fondamentale che i produttori di software siano posti al centro delle politiche del governo per l’innovazione del paese. La digitalizzazione dei processi e la dematerializzazione dei documenti richiedono una grande spinta del mercato che vede le software house protagoniste del cambiamento. Per questo, l’intervento sulle norme e sulle proposte applicative in termini di innovazione deve avvenire con il coinvolgimento dei produttori di software creando con i vari enti competenti un tavolo permanente di consultazione e di confronto. L’incidente di percorso dello Spesometro 2.0 indica chiaramente che un metodo di lavoro che propone un approccio a senso unico, senza un

confronto preliminare che permetta di anticipare i problemi, rischia di risultare addirittura un freno all’innovazione resa possibile dalle nuove tecnologie che da motore e strumento abilitante diventano invece il nuovo imputato.

* Presidente AssoSoftware e Chairman Bluenext


“QUEL PRIMATO SULL’INVIO TELEMATICO CHE HA FATTO LA STORIA”

L’introduzione dell’obbligo dell’invio telematico delle Dichiarazioni Fiscali è passata alla storia come uno dei modelli più virtuosi nella collaborazione pubblico-privato. Sono passati quasi venti anni da quando l’allora Dipartimento delle Finanze, in modo quasi visionario, avviava questo adempimento. L’Italia, primo Paese al mondo, passava con un “clic” dalla carta e dalle lunghe code presso i Comuni e gli Uffici Postali per la consegna manuale dei moduli dichiarativi, all’invio strutturato ed elaborabile delle informazioni presenti sulla modulistica fiscale. Nel giro di qualche anno milioni di contribuenti e intermediari hanno caricato nelle banche dati pubbliche un numero crescente di terabyte di dati che hanno permesso all’Amministrazione Finanziaria il controllo e la liquidazione delle dichiarazioni praticamente in tempo reale, semplificando e accelerando tutto il processo di accertamento di eventuali errori e anomalie. “È il risultato di un accordo “ferreo” tra il Dipartimento e le Software house - spiega con orgoglio il presidente di AssoSoftware, Bonfiglio Mariotti - nel quale il primo si impegnava a creare un tavolo permanente di confronto tecnico-normativo con i produttori di software e le seconde si accollavano l’onere di supportare il sistema e tutti i contribuenti fornendo loro gli strumenti e l’assistenza necessaria”.


Il forum AssoSoftware come laboratorio di buone prassi
Continua il filo diretto con gli associati, uno strumento di risposta e confronto che produce esperienze vincenti

Senza il forte supporto offerto da AssoSoftware, ogni software house sarebbe costretta ad affrontare

da sola gli aspetti tecnologici in continua evoluzione, la normativa perennemente in movimento e il rapporto con i singoli Enti. La raccolta di quesiti e risposte disponibile ogni giorno sul Forum AssoSoftware già da sola vale un patrimonio per chi realizza le procedure. Rivolgersi agli enti in prima persona è impensabile anche per il più grande dei produttori, sfruttare invece l’esperienza degli altri associati - ancorché competitors - ha oggi un valore inestimabile. Per non parlare del supporto che può dare l’Associazione se si verifica qualche problema imprevisto e spiacevole, quale un errore ricorrente che magari inficia migliaia di modelli dichiarativi. L’apertura di un tavolo di confronto con l’ente consente quasi sempre al produttore di software di trovare la migliore soluzione del problema. Un errore subdolo, come un paio di zeri di troppo su un campo numerico che non ha decimali, che moltiplicano per 100 il valore dichiarato, può essere sanato direttamente in fase di accettazione, solo se l’ente ne è informato opportunamente e se vuole collaborare. Per questo il ruolo di AssoSoftware

è imprescindibile, considerando che gli enti, che istituzionalmente si rapportano soltanto con i destinatari delle loro prestazioni e non direttamente con le software house, trovano nell’Associazione un soggetto professionale e con un alto livello di reputazione. In questi ultimi mesi al centro delle attività ci sono stati la Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA e l’invio Dati Fatture: guarda caso la maggiore complessità ha riguardato non tanto gli aspetti normativi, quanto gli aspetti tecnici di firma elettronica e di trasmissione dei flussi di dati. Una serie di complessità che è stato davvero difficile affrontare e risolvere con soluzioni “funzionanti al primo colpo”. E, in effetti, paradossalmente, alla fine ha avuto più problemi Sogei in sede di accoglimento dei flussi, con un sistema che secondo le intenzioni doveva essere già rodato da anni, di quanto ne abbiano avuti le software house che hanno dovuto realizzare procedure nuove con tecnologie di cui non sempre avevano avuto precedenti esperienze. Il tramite fornito da AssoSoftware in questa occasione è stato essenziale e determinante. Con le software house, da molti anni, collaborano, in numero considerevole, commercialisti e consulenti del lavoro che mettono a disposizione non solo la loro conoscenza delle norme, ma anche e soprattutto la loro capacità di farle comprendere a chi deve realizzare le procedure. Il loro contributo è prezioso perché coniuga competenze normative e conoscenze delle problematiche operative degli studi professionali. Anche AssoSoftware si avvale di un Comitato Tecnico che riunisce i migliori esperti di ciascuna software house associata, con skill diversi tra di loro, alcuni di estrazione tecnica, altri di estrazione normativa. Il Forum Telematico AssoSoftware fa poi da collante, ovvero permette un confronto giornaliero continuo tra tutti i componenti del Comitato Tecnico delle aziende associate, e tra questi e i referenti degli Enti preposti (Agenzia delle entrate, Sogei, Inps, Inail, ecc…).


Il registro delle imprese è sempre più digitale
Il confronto continuo con AssoSoftware alla base del successo

Sono oramai più di 15 anni che le aziende associate ad AssoSoftware sono impegnate sul fronte delle pratiche alla Camera di Commercio. Man mano che la digitalizzazione investiva anche le formalità nei confronti del Registro delle Imprese, le software house hanno gradualmente implementato i propri software gestionali per produrre in automatico le pratiche telematiche da inviare alle singole camere. È proprio in questo ambito che si sono sperimentate anche le prime soluzioni di firma digitale e marcatura temporale, affrontando tutte le problematiche tecniche di certificati, smart card, token, ecc., e facendo del Registro Imprese il primo esempio di catalogo digitale in Europa. Fin dall’inizio, prima con la denominazione “tavolo Fedra” poi con un’apposita Convenzione, da poco rinnovata, Infocamere, braccio tecnico delle Camere di Commercio, e AssoSoftware hanno sempre dialogato per trovare le soluzioni tecniche migliori e per anticipare con specifiche tecniche, test e diagnostica, i tempi necessari per lo sviluppo del software finalizzato ai vari adempimenti. Tra i progetti più significativi ricordiamo la Comunicazione Unica, in vigore dal 2010 e nel medesimo anno l’introduzione del bilancio in formato Xbrl, una vera rivoluzione che ha permesso la raccolta in formato elaborabile dei valori di bilancio con effetti significativi di semplificazione su altri adempimenti, dalle denunce dei redditi, ai prospetti presentati agli Istituti di credito e all’Istat.

Quello dei bilanci Xbrl in particolare è un’attività annuale che richiede continui adeguamenti alle procedure e che parte da un confronto preliminare con Infocamere, OIC (organismo italiano di contabilità) e Xbrl Italia sulla Tassonomia e sulla tipologia e struttura delle informazioni richieste.

 

La dematerializzazione piace sempre di più agli avvocati

20 milioni gli atti depositati telematicamente: rispetto all’ultimo anno i flussi automatizzati crescono dell’88%

AssoSoftware

Da tre anni il PCT è entrato nell’attività quotidiana dei legali italiani, cambiando radicalmente le più

consolidate abitudini dei difensori di parte nei procedimenti civili. Dal 30 giugno 2014 al 30 giugno 2017 sono stati depositati telematicamente circa 20 milioni di atti (fonte Ministero della Giustizia - Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati). Di questi, quelli “obbligatori” per legge rappresentano l’85% del totale, mentre quelli “facoltativi” rappresentano il 15%. La media mensile dei depositi telematici degli ultimi 3 anni è salita di anno in anno con percentuali a doppia cifra e, al 30 giugno 2017, ha raggiunto quota 703.375. Nel dettaglio spicca il passaggio dal primo al secondo anno di PCT con un incremento dell’88% della media mensile dei depositi. Un incremento dovuto principalmente all’introduzione dell’obbligo di deposito telematico nei procedimenti esecutivi fin dal momento dell’iscrizione a ruolo. Analizzando l’ultimo anno, sorprende che siano gli “atti introduttivi” a registrare la percentuale di incremento più sostanziosa (+ 33%) rispetto al passato, a riprova del fatto che gli avvocati stanno lentamente mutando le loro abitudini e sono di anno in anno più inclini a sfruttare l’opportunità telematica. Un’opportunità colta al meglio anche dal Ministero della Giustizia che è riuscito a ridurre le distanze tra i soggetti generalmente coinvolti nel processo (avvocati, cancellieri e magistrati) e i tempi di emissione dei provvedimenti giudiziari. È questo il caso dei procedimenti ingiuntivi, i cui termini di emissione risultano diminuiti con percentuali a doppia cifra in Tribunali come Roma (-40%), Napoli (-23%) e Milano (-22%), storicamente gravati dall’ingente numero di cause pendenti. Sul fronte dei risparmi, dalle stime diffuse, al 30 giugno 2017 le comunicazioni telematiche consegnate ammontavano a circa 51 milioni, con un risparmio stimato

di circa 178 milioni di euro (considerando un costo medio di circa € 7,00 a comunicazione tramite ufficiale giudiziario). E per un PCT sulla rampa di lancio, c’è un PAT (Processo Amministrativo Telematico) già partito.

Di recente, infatti, a quella della Giustizia Civile è seguita la digitalizzazione della Giustizia Amministrativa, applicata obbligatoriamente per i soli giudizi introdotti a partire dal 1 gennaio 2017 mentre, per le cause pendenti, si è mantenuta la tradizionale modalità di deposito cartacea (o analogica) fino all’esaurimento del grado di giudizio e comunque non oltre il 1 gennaio 2018. Una digitalizzazione, quella del PAT, ancora mancante di una fetta importante di contenzioso. Ciò nonostante, i primi dati sono confortanti e mostrano una progressiva riduzione della percentuale dei depositi scartati sul totale dei ricorsi e degli atti depositati da gennaio a maggio 2017 (dal 21,3% al 6,8%). In questo scenario di innovazione della macchina della Giustizia, accanto al PCT e al PAT, anche il Processo Tributario Telematico (PTT) da metà luglio ha mosso i primi passi in tutta Italia.

Un percorso di digitalizzazione che per ora prevede la trasmissione delle comunicazioni telematiche dalle cancellerie delle Commissioni Tributarie (oggi superiori al 95% del totale), la facoltà concessa alle parti di notificare telematicamente e, da ultimo, la possibilità di depositare telematicamente attraverso il Punto di Accesso della Giustizia Tributaria (SIGIT). I tempi di attuazione risentono dell’assenza di obbligatorietà, oggi prevista per PCT e PAT. Anche in quest’ambito AssoSoftware ha avviato e consolidato il dialogo tra istituzioni e professionisti cercando di accorciare le distanze tra le parti. Per la telematizzazione del processo ha istituito, fin dagli albori, un gruppo di lavoro per facilitare lo scambio di informazioni tra Ministero e Software house, facendosi portavoce delle esigenze professionali dei tanti studi legali italiani. La richiesta pressante che viene dal mondo professionale e dalle stesse software house è quella di integrare sempre di più gli strumenti gestionali

con le funzionalità del processo telematico, operazione finora riuscita in modo abbastanza soddisfacente per il Processo Civile e che invece stenta a decollare per il Processo Tributario dove al momento tutto il dialogo è gestito dal Portale della Giustizia Tributaria (SIGIT) senza possibilità di cooperazione applicativa.

Grazie ai risultati dall’azione associativa è oggi ampiamente riconosciuto il ruolo chiave delle software house di settore nell’implementazione dei software e nell’azione di diffusione e formazione della cultura digitale presso gli studi legali su tutto il territorio nazionale.


Solo la collaborazione… paga!
Gli adempimenti del datore di lavoro al centro delle attività di AssoSoftware

Le problematiche del lavoro e, più precisamente, della gestione paghe e stipendi sono storicamente, insieme al fisco, una delle aree di maggiore attività dell’Associazione. Da sempre la gestione delle paghe ha richiesto un forte dialogo con i vari Enti esterni, considerando la variabilità degli adempimenti e le numerose novità legislative che hanno un impatto quasi quotidiano sull’attività dei datori di lavoro e degli intermediari (consulenti e associazioni di categoria) che li assistono. Questa necessità informativa è cresciuta nel tempo al pari della digitalizzazione degli adempimenti investendo l’Associazione di un ruolo d’intermediazione sempre più importante.

Ed è così che AssoSoftware, negli anni, ha instaurato solidi rapporti con tutti gli Enti fiscali, previdenziali e contributivi che impattano nella gestione delle paghe, a partire dal Ministero del Lavoro e a seguire dall’Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Mefop, Fondi di assistenza e previdenza complementare.

Oramai è impensabile non avere in anteprima bozze di specifiche tecniche e delle variazioni normative che impattano sui calcoli delle buste paga; tutto avviene talmente in fretta che senza un canale preferenziale non si potrebbero adeguare le applicazioni informatiche in tempo utile.

L’Associazione, tramite il proprio forum telematico e periodici incontri tra gli associati, raccoglie le richieste e le istanze dei soci, le sintetizza e le indirizza all’Ente destinatario, ricevendo dallo stesso le risposte che poi vengono diramate tempestivamente a tutti gli interessati. Non è raro che, talvolta, l’Associazione e suoi gruppi di lavoro diventino dei veri consulenti degli Enti, dando indicazioni e consigli su nuovi progetti e procedure, aiutando l’Ente a individuare la soluzione più corretta e compatibile con le esigenze di aziende e intermediari.

Un caso particolarmente significativo è il progetto Uniemens che ha gradualmente trasformato adempimenti contributivi annuali particolarmente pesanti e onerosi (O1M e DM10) in flussi mensili che partono direttamente dall’elaborazione delle buste paga e per definizione quindi estremamente puntuali e automatici. Si è trattato di un percorso di collaborazione con Inps e i suoi rappresentanti nel quale AssoSoftware, grazie al suo comitato tecnico, ha portato la competenza delle software house

e l’esperienza del contatto quotidiano con chi svolgeva gli adempimenti; una sinergia che ha modellato man mano le strutture e le informazioni previste, inizialmente con l’Emens, passando poi

all’Uniemens e alla successiva integrazione dell’area pubblica e dello spettacolo.

Proprio in questi giorni l’attività sul fronte Uniemens prosegue con il progetto di integrazione dell’area agricoltura e l’eliminazione della denuncia trimestrale Dmag, un ulteriore tassello che si aggiunge al percorso di telematizzazione delle buste paga.