MONITOR FATTURAZIONE ELETTRONICA

Con questo servizio dedicato ai soci e ai loro clienti, vengono fornite dall'Associazione indicazioni pratiche per gestire al meglio le problematiche tecniche e operative in relazione alla Fatturazione Elettronica. Le indicazioni e i consigli presenti in questa sezione non sono vincolanti ma rappresentano soluzioni e best practice che sono state condivise tra le aziende associate. La responsabilità nell'uso di tali indicazioni rimane in capo all'utente.

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Inserite nella categoria "Consigli per la corretta formattazione del file fattura XML" le seguenti FAQ:

1) Formato di codifica

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29/01/2019

In caso di assenza di rivalsa dell’imposta, anziché emettere secondo le regole generali una normale fattura, il cedente può optare per l'emissione di una autofattura, in un unico esemplare per ciascuna cessione, nella quale dovrà essere esposto che si tratta di “autofattura per omaggi”.

Questo documento dovrà essere numerato secondo il progressivo delle fatture di vendita ed essere annotato nel registro delle fatture emesse e dovrà contenere l'indicazione del valore normale dei beni, dell'aliquota applicabile e della relativa imposta.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

 

Tabella Faq 1

29/01/2019

Il soggetto passivo deve emettere autofattura in un unico esemplare, con l'indicazione del valore normale dei beni, dell'aliquota applicabile e della relativa imposta.

In relazione ai dati del cessionario, si fa presente che non dovrebbe essere riportata la partita iva, in quanto il bene fuoriesce dall’attività d’impresa.

Questo documento dovrà essere numerato secondo il progressivo delle fatture di vendita ed annotato sul solo registro delle fatture emesse.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

Tabella Faq 2

29/01/2019

Nel caso in cui avvengano passaggi interni in relazione a due distinte attività iva esercitate, Il soggetto passivo deve emettere autofattura con l'indicazione del valore normale dei beni, dell'aliquota applicabile e della relativa imposta.

Questo documento dovrà essere numerato secondo il progressivo delle fatture di vendita ed annotato sia sul registro delle fatture emesse in relazione all’attività che cede, sia nel registro degli acquisti in relazione all’attività che acquista.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

Tabella Faq 3

 

14/01/2019

In riferimento ai casi del Reverse Charge interno, a seguito della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate via FAQ del 7/12/2018, rimangono ancora dubbi su come assolvere correttamente all’integrazione IVA e all’invio dell’eventuale documento integrativo. In attesa di chiarimenti AssoSoftware ritiene che possa essere considerato corretto comportarsi come prima dell’avvento della fattura elettronica e cioè procedere alla semplice registrazione contabile del documento integrato, dando così evidenza dell’integrazione nelle scritture contabili (registri IVA e libro giornale) e portando in conservazione il solo documento di acquisto originario, non integrato.

29/01/2019

In caso di mancato ricevimento della fattura da parte del fornitore, o di ricevimento di una fattura per importo inferiore, l'acquirente è obbligato, entro quattro mesi, dall’effettuazione dell’operazione, a regolarizzare l'operazione mediante l'emissione di autofattura versando con F24 l’eventuale imposta dovuta.

In caso di mancato ricevimento, il cessionario predispone l’autofattura, rispettandone il contenuto e annotandola nel registro acquisti

In caso di fattura irregolare, l’autofattura potrebbe essere predisposta nella seguente modalità:

- righe di storno con dati uguali alla eventuale fattura irregolare (con tag <prezzounitario> segno negativo);

- righe con i dati corretti.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

Tabella Faq 4

29/01/2019

Nel caso in cui l’esportatore abituale verifichi l’utilizzo di un plafond iva superiore alla disponibilità del periodo, è previsto il seguente iter:

  • l’emissione, in duplice copia, da parte dell’esportatore di un’autofattura con l'indicazione dell’ammontare dell’eccedenza di plafond e la relativa imposta;
  • l’assolvimento dell’IVA;
  • l’annotazione dell’autofattura nei registri

l’autofattura di regolarizzazione potrebbe essere predisposta nella seguente modalità:

- righe di storno con dati uguali alla fattura originaria, ma con prezzo unitario negativo; 

- righe con i dati corretti.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

Tabella Faq 5

29/01/2019

In relazione agli acquisti nei confronti di produttori agricoli esonerati dall'obbligo di fatturazione, il soggetto cessionario deve emettere autofattura, una copia va consegnata al produttore agricolo cedente.

Il cessionario registra la fattura nel registro acquisti.

Il cedente non dovrebbe registrare il documento emesso dal cessionario a suo nome, ma solo numerarlo e conservarlo in formato cartaceo, a meno che ricorra il caso di cui alla faq n.39 del 27-12-2019.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

Tabella Faq 6

29/01/2019

Per le provvigioni dovute all'agenzia intermediaria, l’agenzia organizzatrice emette ai sensi dell'art 74-ter, c. 8, DPR 633/72 autofattura.

Come da faq del 21/12, l’agenzia organizzatrice dovrà predisporre una fattura, per conto dell’agenzia viaggi intermediaria, con righe imponibili aventi natura N6 oppure N3 e imposta zero.

Per quanto concerne l’integrazione iva, questa avverrà solo nei registri iva dell’azienda organizzatrice.

L’agenzia Organizzatrice potrebbe utilizzare la seguente modalità:

- annotare la fattura nel registro degli acquisti.

- annotare la fattura anche nel registro delle vendite, eventualmente in apposito sezionale con serie di numerazione autonoma dedicato all’agenzia intermediaria.

L’agenzia intermediaria annota la fattura nel registro delle vendite, in apposito.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

tabella 7

29/01/2019

Per i compensi corrisposti ai rivenditori di documenti di viaggio o di sosta, gli esercenti trasporto pubblico urbano ed i gestori di autoparcheggi emettono autofattura ai sensi dell'art 74, c. 1, lett. e), Dpr 633/72.

Come da faq del 21/12, gli esercenti trasporto pubblico urbano ed i gestori di autoparcheggi dovranno predisporre una fattura, per conto dei rivenditori di documenti di viaggio o di sosta, con righe imponibili aventi natura N6 oppure N3 e imposta zero.

Per quanto concerne l’integrazione iva, questa avverrà solo nei registri iva degli esercenti trasporto pubblico urbano ed i gestori di autoparcheggi.

Gli esercenti trasporto pubblico urbano ed i gestori di autoparcheggi potrebbero utilizzare le seguenti modalità:

- annotano l’autofattura nel registro degli acquisti.

- annotano l’autofattura anche nel registro delle vendite, eventualmente in apposito sezionale con serie di numerazione autonoma dedicato al rivenditore.

I rivenditori annotano l’autofattura nel registro delle vendite, in apposito sezionale.

Deve essere predisposta la fattura elettronica ed inviata al Sistema d’interscambio.

Modalità di compilazione:

Tabella FAQ 8

29/01/2019

Il soggetto acquirente che procede all’estrazione emette autofattura di acquisto, procede, di seguito, all’annotazione solo sul registro degli acquisti.

Vanno emesse come fatture elettroniche e inviate al Sistema d’Interscambio.

Modalità di compilazione:

TABELLA 9

14/01/2019

Con la conversione in legge del D.L.119, il Legislatore non ha fugato i dubbi in riferimento alla differenziazione delle date previste in fattura.

Certi che, in tempi ragionevoli, l’Agenzia fornirà le delucidazioni necessarie, comunichiamo che le soluzioni applicative degli associati continueranno ad attuare, per il primo semestre, le preesistenti modalità di emissione/annotazione della fattura attiva.

In altri termini:

  • la data di emissione della fattura (data che compare sul documento) coincide con la data di effettuazione dell’operazione (in riferimento alle fatture immediate)
  • la fattura deve essere trasmessa entro il termine di liquidazione del periodo di emissione (16 del mese successivo per i mensili e 16 del secondo mese successivo per i trimestrali)
  • l’annotazione della fattura sul registro Iva può essere effettuata in una qualsiasi data compresa tra la data di emissione e il giorno 15 del mese successivo, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione

14/01/2019

In seguito all’intervento del Garante della Privacy con Provvedimento del 20/12/2018, e alla conseguente modifica dell’art.10 bis del D.L. 119/2018 da parte della legge di Bilancio 2019, le procedure delle aziende associate si comporteranno come segue:

  1. tutte le fatture trasmesse al sistema TS (comprese quelle con tipologia spesa AA) verranno escluse dalla fatturazione elettronica
  2. tutte le fatture NON trasmesse al sistema TS a seguito dell’opposizione espressa dal paziente verranno escluse dalla fatturazione elettronica.

Si suggerisce inoltre a tutti gli operatori che, per prassi, emettevano fatture “miste”, contenenti cioè sia righe di spese che venivano trasmesse al sistema TS, sia righe che non venivano trasmesse al sistema TS (in quanto non rilevanti, o per le quali vi era l’opposizione del paziente), di procedere, a decorrere dal 2019, con la fatturazione separata di tali spese.

Sul punto si segnala la risposta dell'Agenzia delle Entrate del 29/1/2019, si veda il seguente link: Faq del 29 gennaio 2019

4/02/2019

DOMANDA

Devo emettere una fattura elettronica nei confronti di un titolare di Ditta individuale, cosa devo indicare nel blocco 1.4.1.3 del file xml? La denominazione della Ditta o il Nome/Cognome del titolare?

 

RISPOSTA

Secondo l’art.21 del DPR 633/72, per entrambi i contraenti, la fattura deve riportare la ditta, denominazione o ragione sociale dell’impresa.

Le specifiche tecniche relative alla fattura elettronica allegate al Provvedimento del 30/4/2018, impongono invece la compilazione dei campi:

NOME E COGNOME in caso di persona fisica

DENOMINAZIONE in caso di persona non fisica.

I campi sono alternativi, pertanto non è possibile compilarli contemporaneamente.

Si ritiene che, ai fini della corretta identificazione del cessionario, possano essere compilati, indifferentemente, il campo Denominazione o i campi Nome/Cognome

4/02/2019

DOMANDA:

Ai sensi dell'allegato decreto del Ministero dell’Economia e della Finanze (MEF) del 16/9/2016 e del disciplinare tecnico (pag. 7), gli ottici inviano al Sistema Tessera Sanitaria le spese relative ai dispositivi medici con marcatura CE con il codice AD e le altre spese sanitarie con il codice AA.

Non essendo previsto il codice SP, che altre categorie professionali usano per le prestazioni professionali, gli ottici trasmettono le prestazioni professionali con il codice AA (altre spese sanitarie).

Chiediamo conferma che sia corretto utilizzare il codice AA per trasmettere al Sistema TS le altre spese non detraibili (es.: occhiali da sole).

 

RISPOSTA:

la FAQ n. 58 dell'Agenzia delle Entrate non fa differenziazione tra le varie tipologie di altre spese; pertanto, quando la spesa non può essere inviata con il codice specifico di TS, può essere utilizzato il codice AA.

08/02/2019

DOMANDA
Una fattura di gennaio, datata 31/01/2019 è stata trasmessa al SDI il 14 febbraio 2019. La fattura è stata scartata dal SDI con ricevuta recapitata il 16 febbraio 2019. Come ci si deve comportare ai fini della liquidazione IVA di gennaio? Se la ricevuta di consegna arriva dopo il termine della liquidazione, la fattura deve essere conteggiata nell'IVA a debito? Se la fattura viene ritrasmessa al SDI corretta il 17 Febbraio 2019 si incorre in sanzioni?

RISPOSTA
Trattandosi di un'operazione effettuata nel mese di gennaio con documento emesso il 31/01/19 , la fattura deve essere conteggiata nell'IVA vendite del mese di gennaio sia in presenza di scarto del SDI, che in mancanza ancora dell'esito della trasmissione. Se la fattura viene prontamente ritrasmessa entro 5 giorni dalla ricevuta di scarto del SDI, non si incorre in sanzioni.

08/02/2019

DOMANDA
Una ditta nostra cliente ha ricevuto dal suo fornitore (italiano) una fattura elettronica in dollari che è regolarmente transitata da SDI.
Posto che è stato chiarito più volte dalla stessa AdE che le fatture elettroniche emesse da soggetti stabiliti devono obbligatoriamente essere emesse in valuta euro, come ci si deve comportare con questa fattura? E’ valida oppure no?

RISPOSTA
Se l'imponibile e l'imposta esposti in fattura sono espressi in una valuta diversa dall'Euro, la fattura non è valida e deve essere stornata con una Nota Di Variazione inviata allo SDI, a seguire dovrà essere emessa una nuova fattura in euro.

03 Aprile 2019

DOMANDA
Dovendo emettere una fattura in dollari per un Cliente estero e volendo utilizzare la fattura elettronica per evitare l'esterometro, si pone il problema di come quadrare con il documento consegnato al Cliente estero espresso in dollari, considerato che gli importi (imponibili e imposte) della fattura elettronica devono essere espressi obbligatoriamente in euro. Come posso risolvere?

RISPOSTA
L'Agenzia delle Entrate ha più volte confermato che gli imponibili e le imposte presenti nella fattura (corpo e riepilogo) devono essere espressi obbligatoriamente in euro, a prescindere dalla valuta indicata nell'apposito campo (tag <Divisa>). Eventualmente, come comunicato dalla stessa Agenzia in occasione di alcuni video forum, è possibile inserire gli importi di dettaglio del documento in valuta utilizzando gli appositi campi parametrici del blocco 2.2.1.3 <CodiceArticolo>, ovvero del blocco 2.2.1.6 <AltriDatiGestionali>.
Ciò premesso potrebbe essere di ulteriore aiuto nell'attività di riconciliazione con il documento consegnato al cliente, inserire gli importi in valuta nel totale documento (tag <ImportoTotaleDocumento>) e negli importi delle rate di pagamento (tag <ImportoPagamento>), trattandosi di valori non controllati dallo SDI e non elaborati dall'Agenzia delle Entrate.

25/02/2019

DOMANDA
Un Cessionario emette una fattura destinata a se stesso, per conto del Cedente ( es. Cooperativa per conto dei propri Soci) con data 28/2/2019, la trasmette l’1/3/2019 e la riceve tramite SDI il 2/3/2019
Il Cessionario può annotare la fattura nel registro acquisti in data 28/2/2019 (cioè al momento dell’emissione) senza necessariamente attendere la consegna della fattura da parte del SDI?

RISPOSTA
Il Cessionario, nel caso di specie è sia l'emittente che il destinatario del documento e quindi è già in possesso della fattura che sarà recapitata dal SdI a seguito della trasmissone a carico del medesimo.
Come è già stato confermato per le fatture attive dall'Agenzia delle Entrate nella Circ.13/2018, si ritiene che anche per le passive, il Cessionario che possiede il documento possa già procedere alla sua registrazione senza attendere i tempi del SdI. Ovviamente nell'ipotesi che il documento trasmesso sia stato scartato dal SdI, il Cessionario dovrà procedere ad una nota interna di storno contabile, prima di registrare il nuovo documento corretto.

25/02/2019

DOMANDA
Per i soggetti trimestrali che ricevono fatture di aquisto oltre il termine del trimestre ma entro il termine della liquidazione e comunque relative ad operazioni effettuate nel periodo di liquidazione, l'imposta è detraibile nel trimestre stesso? Si vedano gli esempi di seguito riportati:

Data operazione 30/3/2019, fattura trasmessa il 30/3/2019, consegnata da SDI al cessionario l’1/4/2019, annotata dal cessionario entro il 15/4. Il cessionario può detrarre l’iva nel 1° trimestre?

Data operazione 30/3/2019, fattura trasmessa il 15/5/2019, consegnata da SDI al cessionario il 15/5/2019, annotata dal cessionario il 15/5/2019. Il cessionario può detrarre l’iva nel 1° trimestre.?

RISPOSTA
Premesso che l’articolo 14 del DL 119/2018 afferma:
1. Nell'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente: «Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente puo' essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell'anno precedente».
Anche se la norma non include esplicitamente i contribuenti trimestrali riteniamo che la ratio, come confermato dall’Agenzia delle Entrate nel corso del Videoforum di Italia Oggi del 23/1/2019, sia quella di poter considerare detraibile l'imposta per tutti i documenti ricevuti entro la data di liquidazione del periodo precedente se riferiti ad operazioni effettuate nel corso del trimestre di riferimento.
Di conseguenza per un'operazione effettuata nel corso del trimestre, l'imposta per il cessionario sarà detraibile se ricevuta la fattura entro il giorno 15 del secondo mese successivo al termine del trimestre.

03 Aprile 2019

DOMANDA
Ho inviato al mio Cliente tramite SDI una fattura dove erroneamente ho indicato l'IVA 22%, anzichè IVA al 10%. Ora devo emettere una Nota di Variazione di sola IVA per la differenza di imposta ma il tracciato della fattura xml non prevede l'inserimento di una riga di sola IVA. Come posso fare?

RISPOSTA
In premessa ricordiamo che l'Agenzia delle Entrate con la FAQ nr.27 del 27/11/2018 in un caso analogo di variazione di sola IVA ha suggerito l'uso della "Fattura Semplificata" che permette appunto l'inserimento dell'imposta senza valorizzare imponibile ed aliquota.
Volendo utilizzare il tracciato della "Fattura Ordinaria", in attesa di chiarimenti da parte dell'Agenzia Entrate sulla corretta esposizione della variazione di sola IVA, ci possono essere due possibili alternative, entrambe valide:

a)L’emissione di una Nota di Credito (tipo documento TD04) a storno totale del fatturato errato ad aliquota 22% e l’emissione di una nuova Fattura ordinaria con i corretti importi ad aliquota 10%.

b) L’emissione di una Nota di Credito (tipo documento TD04) a storno totale del fatturato errato ad aliquota 22% e l’emissione di una Nota di Debito (tipo documento TD05) ad imputazione degli importi alla corretta aliquota 10%.

La soluzione b) potrebbe essere preferibile perché consentirebbe di non fare una nuova fatturazione delle operazioni (con tutte le conseguenze circa eventuali pagamenti già operati dal cliente, eventuali ritenute d'acconto già operate, ecc..) e di avere in entrambi i documenti TD04 che TD05 il riferimento all’originaria fattura.


7 maggio 2019

DOMANDA
Per quanto riguarda la delega al servizio di consultazione delle FE, che decorrerà dal 31 maggio prossimo (come modificato dal Provvedimento del 29 aprile), la FAQ n.61 del 18 aprile dell’AdE recita:
“…Pertanto, per poter effettuare le operazioni di adesione (o recesso) dal servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche per conto dei propri clienti è necessario che gli intermediari – delegati al servizio di consultazione delle fatture elettroniche prima del 21 dicembre 2018 – acquisiscano nuovamente la delega al servizio di consultazione.”

Poiché non ci risultano chiarimenti ulteriori, chiediamo quale sia la sequenza operativa delle attività a carico degli intermediari.

RISPOSTA
Sulla base delle informazioni note ad AssoSoftware grazie al continuo dialogo con l'Agenzia delle Entrate possiamo suggerire agli intermediari la seguente sequenza operativa:

FASE A
Per chi aveva trasmesso elettronicamente la delega alla consultazione delle FE, la data spartiacque dovrebbe essere la Data inizio validità della delega presente nel tracciato, che dovrebbe corrispondere alla data della firma di conferimento della delega sulla copia cartacea consegnata dal contribuente all’intermediario.
Se Data inizio validità della delega è minore del 21/12/2018 occorre:
1. far firmare il nuovo modello al contribuente, presumibilmente con data maggiore al 18/04/2019 (ovviamente sono valide anche le deleghe già presentate con il nuovo modello dopo il 21/12/2018);
2. trasmettere la nuova delega compilando tutti i dati del tracciato, indicando la stessa data di cui al punto 1 nel campo Data inizio validità della delega

Ovviamente, chi aveva presentato il Modello di delega cartaceo ante 21/12/2018, deve ripresentare il nuovo modello cartaceo (oppure fare la trasmissione telematica della delega)

FASE B
Per tutti i contribuenti (sia quelli per i quali è stata ripresentata la delega di cui alla FASE A, sia quelli per cui non è stata ripresentata la delega), l’intermediario deve “attivare” il servizio di consultazione.
L’attivazione potrà essere fatta:
- per il singolo contribuente, accedendo all’area riservata dello stesso
- massivamente per tutti i contribuenti, dall’area riservata dell’intermediario, con upload di un file csv contenente il CF dei contribuenti per i quali si intende attivare il servizio (del file CSV si attendono le specifiche tecniche).

30 maggio 2019

DOMANDA
Vorrei chiedere un parere relativamente alla compilazione del rigo VP3 della Comunicazione Liquidazione Periodica nel caso di fatture registrate con la data di ricezione (esempio 07/04/19) ma portate in detrazione nel mese precedente (marzo, in quanto corrispondente al mese di effettuazione dell'operazione).
Le istruzioni letteralmente dicono di indicare in VP3 l'ammontare complessivo degli acquisti [...] risultanti dalle fatture [...] annotate nel periodo di riferimento sul registro degli acquisti di cui all'art. 25, mentre in VP5 l'ammontare dell'IVA relativa agli acquisti registrati per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione per il periodo di riferimento
In base a quanto sopra e riferendoci all'esempio di una fattura registrata nel registro iva di aprile e detratta nel mese di marzo, dovremmo inserire il dato relativo all'imponibile nel rigo VP3 di aprile e l'importo iva nel rigo VP5 di marzo. Tale impostazione, pur in linea con le istruzioni della dichiarazione, ci sembra poco coerente con la ratio della liquidazione IVA che dovrebbe esporre imponibile e imposta in modo omogeneo.

Qual'è il comportamento corretto?

RISPOSTA
Grazie alla continua collaborazione con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, AssoSoftware ritiene che nel caso specifico l’utente possa comportarsi nel modo che ritiene più opportuno in base ai propri sistemi gestionali. Infatti sebbene le istruzioni della Comunicazione Li.Pe. siano chiare su come riportare il totale delle operazioni passive effettuate nel periodo di riferimento (rigo VP3) e l’ammontare dell’IVA relativa agli acquisti registrati per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione (rigo VP5), si ritiene che le stesse , essendo state predisposte anteriormente alle novità normative introdotte con l’articolo 14 del decreto-legge n. 119 del 2018, non possano tener conto della suddetta fattispecie e quindi che i contribuenti possano inserire nei righi richiamati indicazioni più coerenti e, dunque, con riferimento all’esempio formulato, nel rigo VP3 (per marzo 2019), che debbano trovare spazio anche le fatture che, pur registrate nei primi 15 giorni del mese successivo (aprile), si riferiscono ad operazioni effettuate in quello precedente (marzo) e per le quali è stato esercitato il diritto alla detrazione.

Flusso procedurale del Sistema di Interscambio per Fatture e Ricevute

4/02/2019

DOMANDA

Ho inviato una fattura elettronica tramite il mio sistema gestionale servendomi di un Provider accreditato ma, a distanza di giorni non ho ancora ricevuto l'esito di consegnato, come mai? Quali sono le tempistiche previste?

RISPOSTA

In premessa è necessario ricordare quanto è previsto nelle regole tecniche contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 n. 89757, e cioè che “i tempi di elaborazione da parte di SdI possono variare da pochi minuti sino a 5 giorni, anche in conseguenza dei momenti di elevata concentrazione degli invii delle fatture elettroniche”. Il processo di elaborazione delle fatture da parte dello SDI è articolato in più fasi che avvengono sequenzialmente e comprendono:

- la ricezione dei documenti inviati da parte del Provider o azienda via PEC;

- la presa in carico da parte dello SDI,

- il controllo formale del documento e l'eventuale verifica dei parametri di sicurezza (firma, crittografia),

- la comunicazione del documento all'Agenzia delle Entrate per l'inserimento nell'Area Fatture e Corrispettivi,

- l'invio della fattura al destinatario via PEC o per il tramite del Provider (con diversi tentativi a distanza di ore),

- la comunicazione dell'esito di consegna all'Agenzia delle Entrate per l'aggiornamento dell'area Fatture e Corrispettivi

- l'invio dell'esito al destinatario via PEC o per il tramite del Provider

Da questo elenco si comprende che tempi di consegna della fattura elettronica e della notifica di esito al mittente possono essere condizionati da molti fattori e non sono predeterminabili. Alcuni ritardi possono essere causati anche da fattori fisiologici legati a temporanei malfunzionamenti nelle elaborazioni o nella comunicazione tra sistemi e in taluni casi , in percentuali del tutto minimali, comportare ritardi anche superiori ai 5 gg, in particolare in questa prima fase di avvio del sistema.

4/02/2019

DOMANDA

Ho inviato una fattura elettronica ma ho ricevuto una notifica di "impossibilità di recapito", qual è il motivo? Cosa devo fare in questi casi?

RISPOSTA

In premessa è doveroso ricordare che la fattura elettronica non scartata dal SDI è sempre una fattura regolarmente emessa anche nel caso di ricezione dell'esito di "impossibilità di recapito".

La ricevuta di Impossibilità di recapito indica la non trasmissione del documento al destinatario che può avvenire per diverse cause che di seguito elenchiamo:

- Fattura a soggetto persona fisica senza partita IVA indicando "0000000" nel codice destinatario;

- Fattura a soggetto con partita IVA indicando "0000000" nel codice destinatario in quanto non si conoscono i recapiti telematici;

- indicazione di un codice destinatario previsto ma non attivo;

- indicazione di un codice destinatario previsto, attivo ma temporaneamente offline;

- Indicazione di un indirizzo PEC destinatario errato;

- Indicazione di un indirizzo PEC corretto ma non più attivo;

- Indicazione di un indirizzo PEC corretto ma con casella posta in arrivo eccedente i limiti previsti;

In tutti questi casi il SDI comunica la fattura all'Agenzia delle Entrate che la deposita nell'Area Fatture e Corrispettivi e a seguire invia al mittente via PEC o per il tramite di un Provider accreditato la ricevuta di "impossibilità di recapito" (suffisso _MC).

Il soggetto mittente che riceve un'esito di "impossibilità di recapito" è tenuto a comunicare, per vie diverse dal SDI, al cessionario/committente che l'originale della fattura è disponibile nella sua Area riservata del sito Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, a tal fine può anche inviare una copia analogica/informatica (es. documento pdf di cortesia) della fattura elettronica.

Ricordiamo inoltre che il cessionario/committente ai fini della detraibilità dell'imposta della fattura di acquisto non recapitata dal SDI è tenuto ad accedere all'area riservata del sito Fatture e Corrispettivi per prendere visione della fattura, in tal modo viene memorizzata la data di presa visione come data di consegna.

08/02/2019

DOMANDA
Ricevo le fatture passive nel mio gestionale integrato con i servizi di un Provider che offre il collegamento allo SDI. Sono certo che alcuni fornitori mi hanno inviato delle fatture ma non le vedo nel mio sistema, quale può essere la motivazione? Cosa devo fare per adempiere correttamente alla liquidazione dell'IVA?

RISPOSTA
In premessa ricordiamo che le tempistiche di consegna dei documenti dipendono da diversi fattori (si veda la FAQ sui tempi del SDI) e comunque sono condizionate dalla data di trasmissione da parte del fornitore, tenendo presente che il SDI si riserva 5 giorni per la verifica e la consegna delle fatture e delle ricevute ai soggetti coinvolti.
Sono diverse le casistiche per le quali una fattura teoricamente indirizzata ad un Cliente potrebbe non essere ricevuta dal medesimo, tra queste ricordiamo:
- Fatture inviate ad un Codice Destinatario o indirizzo PEC diverso da quello del Cliente (a tal proposito è sempre consigliato di registrare il proprio recapito di default nel servizio online dell’Agenzia delle Entrate);
- Partita IVA del Cliente indicata in fattura diversa da quella censita dal Provider (in questi casi non può avvenire l'abbinamento e la consegna al destinatario);
- Casi di mancata consegna per "indisponibilità del recapito" (si veda anche FAQ sull'Indisponibilità di Recapito).

Si tratta di casistiche pur sempre ridotte numericamente che possono essere attribuite a problematiche fisiologiche o legate al normale affinamento dei sistemi di controllo e monitoraggio nella fase di avvio dell'adempimento.
Per tali motivi, in questa fase iniziale del servizio, per avere conferma di aver ricevuto tutti i documenti previsti è opportuno che gli utenti consultino la loro posizione anche all'interno del servizio Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate. Ricordiamo infine che eventuali fatture passive che risultano non consegnate con "indisponibilità del recapito" devono essere lette e/o scaricate dal servizio Fatture e Corrispettivi ai fini della corretta detraibilità dell'imposta.

Di seguito alcuni consigli per la corretta formattazione del file fattura XML derivanti dall'esperienza delle software house e che dovrebbero essere seguiti per evitare problemi sul ciclo passivo.

22/02/2019

Le specifiche tecniche SDI della fattura XML non indicano obbligatoriamente l'utilizzo della codifica UTF-8 tuttavia è consigliata per una corretta interpretazione dei dati inseriti. Sono da evitare altre codifiche (es. ISO-8859, CP1252, ecc..) che obbligano a conversioni dei dati in fase di lettura del file.
In apertura il file xml dovrebbe riportare come prima riga la versione del file xml e la codifica utf-8:

<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>

22/02/2019

I valori numerici o alfanumerici dovrebbero essere riportati all'interno dei relativi tag senza spazi prima o dopo.
Si trovano a volte formattazioni del tipo:


<IdFiscaleIVA>
<IdPaese>IT</IdPaese>
<IdCodice>01010101010      </IdCodice>
</IdFiscaleIVA>


Queste formattazioni sono chiaramente errate e possono causare anomalie di elaborazione dei file anche gravi (es. mancato abbinamento delle fatture ai soggetti destinatari).

11/03/2019

Le Note di Credito sono documenti di variazione negativa di imponibili e imposte. Tale effetto è predeterminato dalla tipologia associata al documento (TD04). I valori degli importi a credito devono quindi obbligatoriamente essere riportati sempre positivi sia nelle righe che nel riepilogo per aliquota. Eventuali documenti TD04 che riportano valori a credito negativi dovranno essere elaborati ignorando il segno.

22/02/2019

Il nodo <Allegati> non dovrebbe essere utilizzato come elemento descrittivo di commento.
Se è descritto un allegato, comprensivo di <NomeAttachment> e <DescrizioneAttachment> , il contenuto de0 l sotto elemento <Attachment> deve essere presente e non può essere vuoto.

11/03/2019

I files fattura xml secondo le specifiche ministeriali possono essere firmati o non firmati. Nel caso di files non firmati l'estensione dovrebbe essere obbligatoriamente .xml; nel caso di files firmati digitalmente secondo il formato CAdES-BES l'estensione dovrebbe essere convenzionalmente .p7m; nel caso di files firmati digitalmente secondo il formato XAdES-BES l'estensione dovrebbe essere convenzionalmente .xml. Purtroppo si trovano a volte files con estensione incongruente con il contenuto della firma apposta e questo può generare difficoltà di lettura nei software gestionali.

11/03/2019

DOMANDA
Ho inviato ad un mio Cliente una fatture elettronica costruita seguendo la codifica standard suggerita da AssoSoftware (vedi www.assosoftware.it/eventi-e-news/standard-fe-e-protocollo-d-intesa). Il Cliente ha chiamato dicendo che la fattura non è valida e deve essere rifatta senza l'arricchimento standard. Cosa devo fare?

RISPOSTA
In premessa si ricorda che una fattura elettronica non scartata dallo SDI è correttamente emessa e non può essere rifiutata dal Cliente destinatario della merce o prestazione che ha ricevuto la fattura e lo stesso ha l'obbligo di registrarla contabilmente.
Si precisa ulteriormente che le informazioni gestionali aggiunte secondo lo standard AssoSoftware non alterano il contenuto informativo fiscalmente valido ma vanno ad inserirsi nell'area parametrica appositamente prevista per tali finalità (Tag 2.2.1.16 <AltriDatiGestionali>, blocco che consente di agli utenti di inserire, con riferimento ad una linea di dettaglio, informazioni utili ai fini amministrativi, gestionali etc.). E' solo il caso di ricordare infine che lo Standard di Codifica AssoSoftware, sviluppato all'interno dell'Associazione dei Produttori di Software, è largamente condiviso ed utilizzato dalle software house Italiane (anche non associate) ed è stato iniziato il percorso con UNINFO (di cui AssoSoftware è socio ordinario) per far diventare lo Standard una Prassi di Riferimento UNI.

7 maggio 2019

DOMANDA
Come devono essere compilati i campi ('CessionarioCommittente' / 'DatiAnagrafici') 'IdCodice' e/o 'CodiceFiscale' nel caso di una fattura transfrontaliera intestata ad un privato (che non ha partita IVA comunitaria)?
Se viene compilato solo il campo <Codicefiscale>, ci ritorna l'errore 306 Codice Fiscale non valido.

RISPOSTA
Nel caso di Cliente estero (compreso il privato) non deve essere compilato il campo <CodiceFiscale> (campo valido solo per i residenti italiani) ma <IdFiscaleIVA> inserendo obbligatoriamente il codice Paese estero nel campo <IdPaese> (in questo caso il valore di <IdCodice> non viene controllato) e l'identificativo fiscale estero nel campo <IdCodice> se impresa e conosciuto, diversamente il campo può essere riempito con la ragione sociale o altro elemento identificativo, ovvero un valore di default (es. tutti 9). Il CAP nel caso di Paese estero deve essere riempito con tutti zeri.

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